per chi ama cucinare

Maritozzi con la panna – a lievitazione lenta

Maritozzi con la panna – a lievitazione lenta

È tempo di Quaresima e di maritozzi con la panna! Con origini antichissime, conosciuti durante il Medioevo come dolci “d’emergenza“, questi panini venivano regalati dai fidanzati alle rispettive future spose il primo venerdì di marzo. Da qui il nome scherzoso di “maritozzo“.

La versione attualmente più diffusa nei bar e nelle pasticcerie romane dei maritozzi (detti anche Panmarito o Maritelli)  è quella senza uvetta, per soddisfare il maggior numero di clienti. Ma la ricetta della tradizione prevede l’impiego di questo ingrediente che a me piace da morire e non ho voluto perdere.

La preparazione che trovi a seguire è ad impasto diretto, a lievitazione naturale. Ma puoi tranquillamente realizzarla con il lievito di birra impiegandone pochissimo (trovi le indicazioni dettagliate nella ricetta).

Maritozzi con la panna – la ricetta

Ingredienti per circa 12 maritozzi

  • 500 g di farina W 260 (oppure 250 g di farina 0 + 250 g di manitoba)
  • 230 ml di acqua
  • 120 g di pasta madre rinfrescata da almeno 3 ore (oppure 5 g di lievito di birra fresco)
  • 1 uovo + 1 tuorlo
  • 70 g di olio di semi di mais
  • 95 g di zucchero semolato
  • buccia di 1 limone e di 1 arancia non trattati
  • 6 g di sale
  • 30 g di uva passa già ammollata e strizzata
  • Per farcire: panna fresca, zucchero semolato e zucchero a velo

Preparazione

  1. Sciogli il lievito madre (o di birra) nell’acqua a temperatura ambiente, aggiungi lo zucchero e prosegui con 1/2 quantità di farina a pioggia.
  2. Unisci l’uovo ed il tuorlo amalgamando con un cucchiaio di legno (ricorda di tenere da parte l’albume per spennellare). Aggiungi la farina restante insieme alla buccia grattugiata degli agrumi e amalgama con la punta delle dita. Incorpora infine l’olio ed il sale.
  3. Impasta fino ad ottenere un composto omogeneo ed elastico. Aggiungi anche l’uvetta ed incorporala ripiegando il composto ripetutamente. Copri e lascia riposare circa un’ora.
  4. Ribalta l’impasto su un piano infarinato, allargalo leggermente con i polpastrelli ed effettua un giro di pieghe: lembo sinistro verso il centro, lembo destro verso il centro, estremità superiore verso il centro ed infine quella inferiore.
  5. Capovolgi il composto, pirlalo e riponilo nuovamente coperto nella ciotola. Fai riposare circa un’ora a temperatura ambiente e riponi in frigorifero per 2 o 3 ore. Riprendi l’impasto e capovolgilo nuovamente sul piano infarinato. Avvolgilo su se stesso e ricava singole porzioni, ognuna di circa 100 g.
  6. Allarga ogni porzione premendo con i polpastrelli ed avvolgila su se stessa a salamino. Sigillane le giunture e le estremità pizzicandole. Riponi i salamini ottenuti ben distanziati tra loro su una leccarda rivestita di carta forno (con le giunture verso il basso).
  7. Spennella con poco olio di semi e copri con un foglio di pellicola da cucina. Lascia riposare a temperatura ambiente (intorno ai 20°) per 8-10 ore.
  8. Spennella i maritozzi con l’albume tenuto da parte e cuocili in forno statico preriscaldato a 180° C per circa 20 minuti.
  9. Nel frattempo versa in un pentolino 50 g di acqua con 75 g di zucchero e porta a bollore. Quando avrai ottenuto uno sciroppo abbastanza denso spegni e con un pennello lucida i maritozzi al termine dei 20 minuti. Infornali nuovamente e prosegui la cottura fino a doratura (circa 10 minuti).
  10. Sforna, trasferisci su una gratella e lascia raffreddare completamente. Monta la panna fredda con lo zucchero (a seconda dei gusti) fin quando non sarà ben ferma. Taglia al centro i maritozzi, riempili con la panna, spolverizzali di zucchero a velo e servi.

 

Ricetta dei maritozzi romani
IL MIO CONSIGLIO PER TE: L’impasto sarà molto morbido; se non hai troppa dimistichezza con i lievitati molto idratati, ti suggerisco di amalgamare il composto velocemente, di coprirlo e lasciarlo riposare una quindicina di minuti prima di ribaltarlo su un piano da lavoro leggermente infarinato per lavorarlo lungamente ripiegandolo su se stesso. Il riposo renderà la consistenza più gestibile e la lavorazione più semplice.
Prova subito questa ricetta e dimmi cosa ne pensi!
Se questa ricetta ti è piaciuta, condividila!

Related Posts

Torta salata alla ricotta – pizza rustica lucana

Torta salata alla ricotta – pizza rustica lucana

La torta salata alla ricotta arricchita da cubetti di formaggio, uova sode e salame è ciò che in Basilicata chiamiamo pizza rustica, una preparazione semplice e golosissima immancabile nelle scampagnate o sulle tavole dei buffet. Aspetta! Potrebbero interessarti anche queste ricette!Falagoni lucani – rustici alle […]

Fusilli lucani con peperoni cruschi, ricotta salata e mollica

Fusilli lucani con peperoni cruschi, ricotta salata e mollica

I fusilli lucani con peperoni cruschi, ricotta salata e mollica di pane fritta sono un piatto tradizionale della Basilicata a base di prodotti locali e pasta fatta in casa preparata con il caratteristico ferretto. Aspetta! Potrebbero interessarti anche queste ricette!Anelli alla pecorara – tradizione abruzzeseMaccheroni […]



6 thoughts on “Maritozzi con la panna – a lievitazione lenta”

  • Ciao ho provato la ricetta dei maritozzi seguendo esattamente tutte le quantità di ingredienti indicati nella ricetta ma l’impasto risulta essere veramente appiccicoso quasi impossibile da maneggiare quindi ho aggiunto altra farina l’impasto sta lievitando speriamo bene ma sono un pó dubbiosa, puoi dirmi qualcosa a riguardo? ?

    • Ciao Monica, sì l’impasto dei maritozzi è abbastanza idratato. Questo garantisce un risultato finale particolarmente soffice.
      Se proverai una seconda volta, ti suggerisco di fare delle pause di una decina di minuti mentre impasti e di pizzicare il composto verso l’esterno e ripiegarlo su se stesso. Questo ti aiuterà a dare elasticità all’impasto e a lavorarlo senza aggiungere farina.

      Un impasto più maneggevole è sicuramente più semplice da lavorare, ma penalizza la morbidezza del lievitato.
      Alla fine com’è andata?
      Mi dispiace non averti risposto in tempo reale!
      Ti abbraccio.

  • Raffaella… non capisco, Dici di essere lucana ma hai un cognome di Ascoli Piceno, la città che contende a Roma l’originalità della ricetta. Eppure abiti nella città eterna dal tempo della maturità.
    Ma… la ricetta dei maritozzi…, è di tua suocera ed ha origini marchigiane? Non dirmi che hai una trisavola mezza romana e mezza ascolana emigrata a Potenza e che hai custodito la sua ricetta in sofffitta per far dispetto ad entrambi…

    • Ciao Francesca! In realtà il mio cognome – intendo il ramo da cui è partito mio nonno – nasce in ciociaria 🙂 Ascoli, non pervenuta! E mia suocera è una Tortorese (CS) DOC. E la ricetta non è la sua… ma la tua storia funzionava ed era plausibile 😀

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


error: Il contenuto di questo sito è protetto!!